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sabato 13 febbraio 2016

The Hateful Eight... Someone hates it.

Ok, solitamente c'è più sangue ma, suvvia, non vai a vedere un film di Quentin SOLO per il sangue.
Sono andata a vedere The Hateful Eight, il nuovo film di Tarantino. Rilancio l'hashtag #Tarantinomylove. Ho adorato questo film nonostante le incredibili critiche.
Gli attori erano quasi tutti "suoi", il mio preferito: Tim Roth.
L'ho amato, ancor prima di vedere il suo delirio da pallottola nella pancia di Le iene, in Lie to me, una serie TV che è un capolavoro assoluto.
Anche come personaggio è stato sicuramente quello che mi è piaciuto di più, sebbene fosse tra i meno approfonditi.
Un altro attore, che ha rimarcato la "somiglianza" del film con Django (che è evidente, anche perchè sono entrambi western, entrambi dello stesso regista) è Samuel Jackson, ovvero Stephen, l'odioso capo della servitù in Django.

Una neofita del mondo di Tarantino? Jennifer Leigh. The hateful eight è il primo film di Quentin per cui è stata scelta. Secondo me è stata perfetta nel ruolo di Daisy.
Questo film mi ha dato molto l'impressione di opera teatrale.
Sia perchè, alla fine, c'è un solo scenario, la taverna, sia per l'atteggiamento degli attori.
Va avanti anche per stereotipi, ovviamente, intenzionali.
Il nero che odia i bianchi, il bianco che odia i neri, il cacciatore di taglie e cosí via.
Ho sentito anche l'accusa di non avere trama. Sinceramente io la trama l'ho individuata in ognuno dei personaggi. "Hateful Eight" erano la trama.
Passiamo ad uno degli espedienti tipici di Tarantino che io amo alla follia: i flashback.
Scoprire i piani e i sotterfugi in questo modo mi piace un sacco, è una tecnica che apprezzo davvero molto.La divisione in capitoli mi ha ricordato molto Le iene e mi sentivo di doverla elogiare.
Ma passiamo agli "errori da set", come ad esempio distruggere una vera chitarra del 1870.
Difatti, Kurt Russel doveva spaccare una replica dell'originale ma nessuno l'ha avvertito.
Hanno anche fatto sapere che, almeno, il successivo urlo di Jennifer non era finto. 
Alla fine, nonostante su questo film si siano accaniti in molti, non sono d'accordo con la maggior parte delle accuse.
Fatemi sapere la vostra,
XOXO Generation Girl

lunedì 8 febbraio 2016

Le cose peggiori del mondo

Le cose peggiori del mondo vanno a fasi. Ad esempio: per una bambina di 5 anni, la perdita del vestito di una bambola è una cosa terribile tanto quanto per un adulto lo è il furto della propria auto.
La risposta:"Questo è nulla, da grande capirai cosa è davvero un problema!" dovrebbe essere illegale. No, è un problema allo stesso identico modo perché procura le stesse identiche emozioni.
Io, personalmente sono della filosofia che l'unica cosa a cui non c'è rimedio è la morte, per il resto c'è sempre una soluzione.
Ciò non mi esime dall'avere una mia personalissima lista di cose assolutamente terribili.
Per ragioni di spazio ho dovuto inserire solo 10 odiosissime situazioni, anche se la dovrebbe essere più una top 100 che una top 10.

10)Quando la penna si scarica mentre sto scrivendo qualcosa urgentemente.
Che io sia al telefono e debba segnare un numero al volo, che stia finendo un test, che sia fuori casa o meno, la mia penna si scarica sempre mentre sono di fretta.
Non prima, in modo che io abbia il tempo di trovarne un'altra.
Non dopo, quando ormai mi serve a poco.
Proprio in quel preciso istante in cui ho assolutamente bisogno di scrivere e ho solo quella penna o il mio sangue.

9)Quando mangio in fretta qualcosa di caldo e mi fa male il petto / Quando mangio in fretta qualcosa di freddo e mi si gela il cervello.
Questo non mi ferma minimamente dal mangiarmi un gelato a gennaio e il brodo di pollo ad agosto, chiariamoci.

8)I piedi non coperti dal piumone.
Immaginate, avete appena fatto un bagno caldo, messo il pigiama più morbido che avete e vi infilate sotto le coperte. Ma avete freddo e ve lo tirate fin sopra la testa. Scoprendovi i piedi. E non ci sono soluzioni: o soffrite per il freddo (sta a voi decidere dove); o piegate le gambe e addio posizioni comode.

7)Ricordarmi che sono truccata... mentre sono già a letto.
E io lo so, lo so che dovrei alzarmi e struccarmi, ma...

6)Starnutire mentre metto il mascara.
Mentre sono di fretta, devo scendere di corsa, e già l'eyeliner sembra fatto da un sismografo. Etciú, addio make up, benvenuto horror.

5)Non sentire il film perchè sto mangiando i popcorn.
E io non rinuncio ai popcorn. Dopo anni di pratica, sono fiera di poter dire che ora riesco a mangiarli nel modo più silenzioso possibile.

4)Le giornate regolate dalle leggi di Murphy.
Dovrebbero inventarne apposta solo per me.

3)Dover andare in bagno con altre persone in casa.
No, sul serio, io me la tengo ma non esiste che vada in bagno. Na-ah.

2)Il visualizzato senza risposta.
Ma, soprattutto, le scuse che mi devo sorbire dopo. L'ho visto che hai visualizzato. Dici "Mi scocciavo" ma non "Il gatto mi ha cancellato il messaggio proprio mentre leggevo". 
Ridicolo.

1)Finire i giga sul cellulare due giorni dopo la ricarica.
Solitamente perché dimentico di attivare il WiFi in casa. 

Bonus)Il ciclo.
Non spendo parole. Lo odio talmente tanto che è addirittura oltre la mia top 10.

lunedì 1 febbraio 2016

Due parole su The Revenant e Leonardo di Caprio


Dov'ero finita?
Ad aggiustare il pc che mi ha mollato negli ultimi giorni (perfino le mie relazioni con la tecnologia sono sfigate).
A proposito di sfiga?
Ho visto l'ultimo film dell'attore reso famoso da Titanic, Leonardo DiCaprio ha infatti recitato nel film The Revenant.
Perchè sfiga?
1)Perchè ho fatto tardi e sono capitata in seconda fila, il film l'ho visto perfettamente ma il torcicollo ce l'ho ancora.
2)Perchè la sfiga sembra essere una costante di questo film, come ha fatto elegantemente notare un uomo vicino a me in cinema nel bel mezzo della proiezione.

lunedì 11 gennaio 2016

I Golden Globes 2016

I Golden Globe Awards sono, come qualsiasi altro premio hollywoodiano, sempre fonte di gossip e la 73esima edizione non ha fatto eccezione.
Ciò non toglie, Leo, che non avrai mai
un Oscar, non ci sperare.

Il maggior numero di premi lo ha ottenuto il film "The revenant", con i titolo di Miglior film drammatico, Miglior regista e Miglior attore di film drammatico. DiCaprio ha vinto, appunto, come miglior attore di film drammatico.  Ma l'attore non si è fatto notare solo per il riconoscimento ma anche per la splendida figura che ha fatto quando Lady Gaga è stata premiata, DiCaprio, infatti, ridendo e scherzando, ha avuto una gomitata dalla cantante che stata premiata come attrice di serie tv, ovviamente per il suo ruolo della contessa in American Horror Story: Hotel. Molti sono contrari a questa nomina, obbiettando che Lady Gaga è non è affatto un'attrice. Io ho visto AHS Hotel ed ero tra le prime scettiche ma Gaga mi è piaciuta molto, nonostante il grande "affetto" che provavo per la Lange dopo 4 stagioni. La stagione, all'inizio, è andata molto a rilento, questo è vero, ma mi è piaciuta davvero molto, sicuramente più della prima (anche se per me, nessuna supera Asylum).         
Qualche giornale ci ha ricamato un po' troppo con titoli come "Lady Gaga spintona DiCaprio". Non esageriamo, l'unica cosa da notare è la faccia del povero Leo prima e dopo.
Altri premi di cui mi sono particolarmente interessata sono stati quelli conferiti a:
-Inside out come miglior film d'animazione, meritatissimo a mio parere. Ho visto il film e mi è piaciuto davvero molto.
-Ennio Morricone per la colonna sonora di Hateful Height, il nuovo film di Quentin Tarantino, da cui è stato ritirato il premio. Un successo italiano a cui non potevo non accennare.
-Jennifer Lawrence, per il film Joy. Film che vedrò sicuramente, non solo perchè adoro l'attrice ma perchè sembra essere interessante.
Ma anche quest'ultima star ha fatto parlare di sè poichè durante un'intervista ha ripreso il giornalista che le faceva le domande, rimproverandolo di guardare troppo il cellulare. Al che, l'uomo si è scusato e l'intervista è andata avanti. Ma evidentemente il giornalista non aveva fatto smesso tanto che ha posto all'attrice una domanda in cui menzionava erratamente gli Oscar. L'attrice ha prontamente risposto "Siamo ai Golden Globes e se possassi lo smartphone lo sapresti."
Non sono state poche le lamentele sul comportamento della Lawrence, ma, osservando il video-intervista, si nota perfettamente l'atmosfera rilassata di entrambi. Avevo intenzione di fermarmi anche sui vestiti ma poi ho visto questo e ho deciso che adesso che non avevo la forza di volontà necessaria
XOXO Generation Girl



venerdì 8 gennaio 2016

"Che tipo sei?" "Non il tuo, se fai questa domanda."

Pensate ai test dei giornali stupidi che si trovano praticamente solo su internet, nelle edicole vicino alle spiagge o nella camera di un' undicenne. Ogni volta c'è qualche domanda tipo Come sei? o, ancora peggio, Cosa dicono di te gli altri?. Ma non è tanto la domanda a stupirmi, quanto le risposte. Coraggiosa, Creativa, Intelligente, Amichevole. Non potrei essere tutte e quattro? Non potrei essere qualcosa di completamente diverso? Io non sono un aggettivo. So che semplicemente dovremmo scrivere la caratteristica più determinante, ma mi sono accorta di come si tenda sempre a inquadrare, etichettare e poi classificare le persone sempre di più. I media ci dividono per target, gli snob per classi sociali, quelli che si sentono superiori per intelligenza, i superficiali per come ci vestiamo, e così via per ogni nostra peculiarità. Se abbiamo i requisiti adatti, entriamo nella loro cerchia di "simpatia". Che tipo sei? ce lo chiedono un po' tutti. Voi che rispondete? No, perché io non so mai cosa dire. Che vuol dire? Vuoi un elenco di pregi e qualità difetti?  Il mio stesso blog ha come copertina quattro ragazze. Ognuna rappresenta una parte della mia personalità, ma ciò non vuol
Cosa vorrei dire a chi mi
chiede che tipo sono.
dire che io abbia solo quelle passioni. È solo il modo in cui mi vedo. Avete mai letto Uno, nessuno e centomila? Parla di un uomo che un giorno, svegliandosi, la moglie gli fa notare un difetto del suo naso. Insignificante in sé per sé. Ma grazie a questo piccolo dettaglio, lui scopre che la persona che lui crede di essere non corrisponde all'immagine che hanno gli altri di lui.
alla fine, raggiungerà lo scopo: essere libero. Però finirà anche in un ospizio come malato mentale. Quindi magari, voi fermatevi un passo prima.
Cercate di capire innanzitutto che immagine avete di voi stessi. Poi indagate su quello che gli altri vedono in voi.
Non è facile capire tutte le sfumature del proprio carattere; per questo, quando riuscite a farlo, comportatevi di conseguenza, senza pensare a quello che dicono gli altri.
Una volta espressi un mio pensiero, tempo dopo (molto tempo dopo), avendo raccolto più esperienze, il mio punto di vista era cambiato leggermente. Quando io e una mia amica ci ritrovammo a discutere dello stesso argomento, io feci presente la mia nuova posizione.
Cosa ho ottenuta? Un'accusa di incoerenza.
Ora, non vi dico di acquisire personalità multiple che manco Smeagol e Gollum, ma tenete sempre presente che si cambia e si cambia un sacco. Ogni secondo che passa siamo diversi perché abbiamo acquisito un' informazione in più o conosciuto una nuova linea di pensiero differente dalla nostra.
Quindi, l'unico modo per conoscere i propri limiti, difetti, pregi e reazioni è provare nuove esperienze e confrontarsi con gli altri. 
Semplicemente, fare in modo di venire a contatto con più realtà possibili per capire quali ci si addicono di più.
Quindi, la prossima volta che vi chiedono Che tipo sei?, rispondete che se vogliono conoscervi, devono aspettare di parlare almeno un minuto con voi.

XOXO Generation Girl

mercoledì 6 gennaio 2016

Ricomincia la scuola... I 5 Comandamenti dell'anno nuovo

L'orrore più grande per la maggior parte della mia generazione. Ma non per me.
Non che mi piacciano professoresse adirate che si scagliano contro gli studenti o ancora peggio sono totalmente indifferenti e non si preoccupano minimamente dei loro alunni. O vipere nei corridoi pronte a mordere per un vestito fuori moda. E non illuderti che non ti guardino, puoi essere invisibile ai loro occhi per la tua intelligenza o per il tuo carattere ma se arrivi con una borsa rovinata, lo noteranno. Me ne sono accorta la penultima settimana di scuola in cui mi ero vestita meglio perché dovevo uscire subito dopo scuola. Una ragazza con cui ho parlato a malapena una volta e probabilmente solo perché abbiamo amici in comune, mi ha fermato sulle scale per dirmi quanto ero elegante rispetto al solito. Ho risposto ringraziando ma sono rimasta basita. Una ragazza che io non salutavo la mattina aveva notato che ero vestita in modo differente dal solito, lei avrà voluto farmi solo un complimento ma io ho pensato a tutte le volte che ero entrata a scuola sciatta per la stanchezza, biascicando i piedi e sembrando uno zombie. E le persone che mi incrociavano per le scale ci pensavano, si ricordavano. In quel momento ho iniziato a far caso anch'io alle persone. Alla ragazza con la maglietta decisamente corta o trasparente, al ragazzo con la borsa bucata solo perchè lui è un ragazzo quindi nessuno nota lui se non è vestito decisamente male. A lui basta una t-shirt e jeans, a chi importa di abbinare borsa e scarpe, di coprire quelle occhiaie perchè la notte prima non si è riusciti a dormire?
Ho iniziato a notare i difetti di tutti, i brufoli di uno, le sopracciglia di un altro.
"Guarda com'è ingrassata", "Cosa è successo a quei capelli?".
Chiedendomi se le persone facessero questo tutti i giorni. Sono arrivata alla decisione che si, a scuola passi metà del tuo tempo e ho deciso che da quest'anno per almeno metà della mia vita, dovrò essere impeccabile. Da me di certo non se lo aspetterà nessuno.
Quindi ecco i buoni propositi per il nuovo anno scolastico (che per uno studente, è anche più importante di quello gregoriano). Li chiamerò i nuovi comandamenti per sopravvivere alla vita più che dura di una teenager italiana (Ned: scuola di sopravvivenza dovrebbe iniziare a cacciare carta e penne perchè qui c'è prendere appunti)

mercoledì 23 dicembre 2015

Come (fuggire), quando (finirà), dove (nascondersi), perchè (a me)?!

Le feste natalizie, croce e delizia.
Per alcuni più croce che altro.
Nonostante il titolo, io sono una persona molto natalizia, veramente adoro qualsiasi festività.
Sono una di quelle persone che a Natale mette orecchini a tema natalizio (sono bellissimi e io li amo
da impazzire), così come bracciali e collane, addobbo tutta la casa, mangio il pandoro a colazione e l'ultimo giorno di scuola ne porto uno in classe per dividercelo, sono una di quelle persone che scuote le scatole prima di aprirle per capire il regalo, che si rivede tutti i film di natale che ci siano (perchè dai, in fondo il Grinch non se lo perde neppure chi odia il Natale), che si fa le unghie a tema natalizio, che si ingegna per trovare i regali più belli ma a cui basta anche solo il pensiero per essere felice, sono una di quelle persone che diventano davvero più buone a Natale ed apprezzano di più il loro tempo con la famiglia.
Adoro tutto del Natale, anche la folla che ostruisce il passaggio, i commessi che ti pedinano, la fatica di trovare regali adatti.
In pratica, il Natale mi rammollisce.
Ma in casa, ho anche il nemico. Colei che predica contro lo spirito del Natale e la sua commercializzazione: mia madre.
Quindi questa mini-guida è particolarmente dedicata a lei.